02 dic 2011

RAI TV - Storie Vere: Sette e Santoni

Nella rubrica "Storie Vere" di Uno Mattina, rotocalco di Rai Uno, si è parlato di sette e di plagio.

Presenti in studio due vittime di "sette", Don Aldo Bonaiuto (il prete "antisette" e referente della polizia di Stato) e la psicologa Raffaella Di Marzio, studiosa di levatura internazionale di Nuovi Movimenti Religiosi e rappresentante della SIPR, Società Italiana di Psicologia della Religione.

Vi trasmetto alcune riflessioni che ho buttato giù mentre assistevo al programma.

Apertura con i racconti di tre persone che si sono presentate come delle vittime di setta:

- Intervista registrata a Maria Pia Gardini che ha ripercorso la sua visione di Scientology. L'essere giunta ai massimi livelli di Scientology, l'aver audito Travolta, l'averci speso 1.840.000 dollari, ecc. Eventi che già ben conosciamo. Gardini ci informa che lei, ora, combatte Scientology con ogni sua residua forza e ha anche "tirato fuori" 52 persone.

- Una donna mascherata che racconta di un gruppo di preghiera presumibilmente cattolico in cui, ragazzina 12enne, l'aveva portata la madre, nel totale disinteresse del padre. Alla fine la giovane divenne oggetto sessuale del leader, dando anche alla luce dei bambini;

- Una ex appartenente al gruppo R.E. Maia, di Danilo Speranza, "guru" in custodia cautelare da oltre un anno e mezzo e in attesa di processo.

Dopo questa immersione nelle storie dell'orrore e dopo aver riscaldato l'emotività dei presenti e dei telespettatori a casa, si arriva ora al dibattito in studio. I conduttori dicono che da più parti si chiede una legge sul plagio per cercare di contrastare esperienze come quelle riportate. Poi si chiede alla Di Marzio: "Lei non è d'accordo, perché?" (Sorpresa! come si fa a non essere d'accordo dopo quel che abbiamo visto?)

Di Marzio spiega perché una legge di questo tipo non risolverebbe affatto il problema e rischierebbe di criminalizzare gruppi interi e quindi degli innocenti. I singoli reati vanno puniti, ma bisogna smetterla di parlare di sette contrapposte alle religioni, quasi esistesse una demarcazione netta.

L'affiliazione spiritual/religiosa, perché è di questo che si sta parlando, ha lati positivi e lati negativi. Quelli che abbiamo sentito sono i lati negativi che purtroppo esistono, ma esistono anche quelli positivi di cui non si parla.

In Italia, dice la Di Marzio, non esiste un allarme sociale delle sette. Il pubblico in sala, dopo ciò che gli è stato fatto vedere, protesta. Di Marzio spiega che esiste sicuramente un fenomeno ed esistono le sue problematicità, ma che l'allarme sociale è un'altra cosa. È allarme sociale la mafia, l'usura, la droga, ma non le sette [1].

Inoltre, c'è il grosso problema insito nella surrettizia distinzione tra setta e religione. Al centro di ascolto della Di Marzio telefonano infatti persone che hanno problemi con sacerdoti cattolici e con gruppi cattolici. Allora, come distinguere una religione rispettabile da una setta pericolosa?

Infine, i numeri dati sulla quantità di sette presenti in Italia. Si è tornati alle famose 600 sette, che come abbiamo visto in un post precedente non sono affatto "sette" ma religioni minoritarie. Questi numeri contribuiscono a creare allarmismo, e l'allarmismo è prodromo di invocazione di leggi speciali di cui non abbiamo bisogno.

L'intervistatore allora chiede a Bonaiuto (spesso inquadrato mentre sorride sarcastico e con aria di superiorità alle parole della studiosa) quante sette ci sono in Italia, visto che il prete ci ha anche appena scritto un libro.

Nel libro Bonaiuto parla addirittura di 8.000 sette, ma in trasmissione si astiene dal "dare i numeri" e dice che non si può sapere quante sono le sette, perché tantissime sono "occulte".

Considerazione personale: se sono occulte, come facciamo a sapere che esistono? Come possiamo contarle? Come verificare la sua affermazione?

Il prete cattolico Bonaiuto continua a parlare di "pseudo-religioni". Le sette, a suo dire, sono delle "pseudo-religioni" perché ingannano, truffano, riducono in schiavitù psicologica i propri membri.

Considerazione personale: la storia della chiesa cattolica ce la siamo dimenticata? I suoi preti pedofili, coperti per decenni dal Vaticano? E i gruppi come i Legionari di Cristo, ufficialmente riconosciuti, ma costantemente nell'occhio del ciclone?

La Di Marzio cerca di spiegare il suo pensiero, ma viene aggredita verbalmente da alcuni tra il pubblico. La accusano di difendere dei criminali e uno dice che non andrebbe mai da lei a farsi aiutare per un problema di sette. Le voci si accavallano, è una fase concitata.

Sentendo quelle cose e guardando le facce infervorate di chi le urlava contro, mi è venuto il malevolo sospetto che il prete si fosse portato la claque. Un pubblico neutro non interviene di sua sponte con tale animosità contro una studiosa che sta cercando di esporre la sua opinione e, soprattutto, le conclusioni della scienza.

L'emotività creata ad arte in studio è altissima e questo mi pare un dato interessante. Ci fa capire alcune cose, tra cui:

a) personaggi emotivamente molto carichi come Bonaiuto (che tira in ballo anche il demonio) riescono ad arringare la folla, mentre il freddo uso della ragione della Di Marzio sembra fare poca breccia nei presenti;

b) il linguaggio della ragione non è solo emotivamente freddo, ma richiede spiegazioni lunghe e articolate, mentre il linguaggio dell'emotività (o della "pancia", contrapposta alla "testa") può limitarsi a brevi slogan e frasi fatte. I cosiddetti clichè blocca-pensiero.

Questo dimostra, ancora una volta, che più che sulle presunte "sette plagiatrici" bisognerebbe riflettere sulle (molte) persone che reagiscono su base puramente emotiva, proprio come coloro che finiscono "vittime" di certi gruppi detti "sette" [2].

Anche Bonaiuto tende a presentarsi come vittima di soprusi e non so che altro. Soprusi derivanti dal solo fatto che lui e "altre associazioni aiutano le vittime delle sette" e le "accolgono" (ha usato più volte questo termine, reminiscente di calore umano e comprensione).

In due occasioni, Bonaiuto si è pretescamente rivolto quasi implorante alla Di Marzio chiedendole di trovare una strada per poter collaborare "per il bene delle vittime". Un invito sorprendente inopportuno dal momento che la Di Marzio è vittima di una "setta", la setta degli antisette, ben rappresentata in trasmissione proprio da Bonaiuto. Infatti l'ecumenico Bonaiuto dovrebbe sapere che:

- la Di Marzio fu messa nelle condizioni di andarsene dal GRIS (già Gruppo Ricerca e Informazione sulle Sette, ora Gruppo di Ricerca e Informazione Socio Religiosa, riconosciuto dalla CEI) perché la sua linea di pensiero non accettava quella intransigente e fondamentalista dei colleghi preti di Bonaiuto, che vedono Satana in ogni gruppo e forniscono "aiuto alle vittime" con il fine di riportarle in seno di Santa Madre Chiesa (altrimenti non ne vale la pena);

- quando la Di Marzio cominciò a collaborare con il CESNUR fu ostracizzata e diffamata dalle "associazioni antisette" che Bonaiuto rappresentava in trasmissione. Per alcuni anni ho frequentato l'ambiente e conosco la corrente continua di pettegolezzi e maldicenze contro la studiosa romana; quando le espressi pubblicamente la mia solidarietà per gli eventi del 2008, fui accusata di essere "sua amica" e a mia volta ostracizzata e diffamata;

- il prete Bonaiuto sa che la Di Marzio è stata ingiustamente inquisita dalla procura di Bari per avere osato cantare fuori dal coro delle "associazioni antisette" (cioè la "setta antisette") e che quell'abnorme procedimento - archiviato su richiesta del PM per insussistenza di notizia di reato - fu istigato da personaggi afferenti proprio a quel mondo antisette che lui rappresentava in trasmissione.

Ascoltando la trasmissione, mi è parso che il livello della discussione si sia svolto su due piani distinti. Piani che i due conduttori non hanno saputo distinguere, conciliare, riordinare.

Da una parte la Di Marzio che ha parlato di leggi dello Stato, della pericolosità di leggi speciali, di allarmi sociali artatamente costruiti dai media su numeri falsi o non verificabili (per altro forniti dalle "sette antisette").

La Di Marzio non ha mai negato l'esistenza di gruppi problematici, di influenze indebite e manipolazioni, ha solo detto che chi delinque va punito e che leggi idonee esistono già, che occorre fare informazione e prevenzione, che bisogna rivolgersi alle famiglie perché è lì che si fa l'educazione ed è lì che tante volte nascono i problemi che spingono le persone verso certi gruppi.

A mio avviso non le è stato consentito di articolare compiutamente questo discorso, mentre la tesi opposta ha goduto di una presentazione lunga 21 minuti. Bonaiuto tendeva continuamente a toglierle la parola, a sovrastarla e a deviare l'attenzione.

L'altro piano della discussione era puramente emotivo: siccome le storie delle tre persone ascoltate in apertura appaiono oggettivamente atroci, allora bisogna brandire il metaforico forcone e partire alla caccia del malvagio manipolatore. Cioè invocare una legge sul "plagio" (a suo tempo già cassata perché ritenuta giuridicamente un obbrobrio). Il ragionamento pro legge è semplice, o meglio semplicistico: non è credibile che persone intelligenti si comportino come ci hanno raccontato, quindi erano state manipolate fino ad annientarne la volontà.

Considerazione personale: ascoltando don Aldo Bonaiuto, mi pareva di sentire un tipico manipolatore di emotività/coscienza, uno di quei manipolatori che fanno la fortuna delle "sette": vocina sottile, apparente bonarietà pretesca (contrapposta a ciò che gli si leggeva in faccia), il premere continuamente il tasto emotivo ("poverino, lui è uno che si dà tanto da fare per aiutare queste povere anime in pena").

Bonaiuto ha anche fatto un'affermazione piuttosto avventata, tipica dell'armamentario persuasivo degli imbonitori: da quando hanno iniziato a chiedere la legge sul plagio, "le associazioni" sarebbero "sotto assedio". L'affermazione è veramente forte, fa pensare a gente chiusa in casa, protetta dalla polizia, che si deve guardare costantemente alle spalle.

"Di che tipo di assedio si tratta?" gli è stato chiesto. Di "calunnie e diffamazioni in Internet", ha risposto Bonaiuto. Ah beh, allora...

Immagino che anche queste mie parole verranno da lui interpretate come parte di quell'"assedio", benché le mie siano semplici opinioni personali e, al più, critiche articolate. Come quelle che ho sempre fatto quando ho parlato di "associazioni antisette".

Sempre in tema di santoni e "affiliazioni pericolose", il prete-pretesco Bonaiuto ha detto che bisogna diffidare dei "mediatori", di chi dice di parlare con la Madonna e di veicolare messaggi divini. Sarebbe questo il fattore chiave che distingue la vera-religione dalla pseudo-religione nociva.

Al che viene da chiedere: Gesù Cristo dove lo mettiamo? E Padre Pio e tutti i santi cattolici? Secondo don Bonaiuto sarebbero tutti esponenti di pseudo-religioni e sette pericolose.

In effetti, i giudei (con l'aiuto dei romani) inchiodarono Gesù alla croce perché rappresentava una "setta" pericolosa per l'ordine costituito. Sia spirituale che politico. Lo stesso trattamento che don Bonaiuto pare voglia riservare - con l'aiuto dello Stato laico e dell'emotività populista alla "Volete libero Gesù o Barabba?" - a quegli indirizzi spirituali diversi dal suo. La sua "Vera Religione" vs le infingarde "Pseudo-Religioni".

A me pare che Bonaiuto, come le "sette", si senta depositario della verità e si arroghi il diritto di distinguere i buoni dai cattivi.

La trasmissione si è conclusa con le interviste in studio a tre persone che sono state presentate come l'emblema stesso della serenità e della pace interiore: due appartenenti al movimento per la Coscienza di Krishna (Hare Krishna) e una appartenente al movimento di Rael. I tre hanno spiegato che cosa fanno, in che cosa credono, ecc. con tanti complimenti dei conduttori e tanti applausi del pubblico.

Però attenzione: Hare Krishna e raeliani sono da sempre accusati dalle "associazioni antisette" di essere tra le "sette" più pericolose al mondo.


Note:

[1] In passato ho avuto modo di discutere con prestigiosi giornalisti italiani di questo presunto allarme. Con mio [all'epoca] vivo stupore mi hanno detto che loro, come addetti a "sentire il polso del paese", questo allarme non lo avvertono. È interessante anche rilevare come parecchie "associazioni antisette" nostrane si stiano dedicando più ad altro che non alle sette: pedofilia, pedopornografia, mobbing, "abusi psicologici" in generale. Viene da pensare che "l'allarme sette" non sia percepibile nemmeno all'interno dei gruppi antisette.

[2] In merito al "Linguaggio della Ragione" contrapposto al "Linguaggio della Pancia/emotività", mi è venuto in mente l'interessantissimo dibattito interno al Cicap su come comunicare mediaticamente l'uso costante della ragione, una volta verificato che l'atteggiamento della vecchia guardia cicappina (es. Roberto Vacca e Steno Ferluga) era risultato inefficace.


1 commento:

  1. Un commento molto articolato e approfondito.

    Mi sembra che colga gli aspetti essenziali di una specie di "agguato" preparato ad arte.

    Pare, tuttavia, che nonostante la difficoltà di parlare usando la testa e non la "pancia" in un simile contesto, alcuni concetti razionali siano stati colti e compresi da chi guardava la trasmissione da casa.

    Non bisogna mai lasciarsi intimorire da queste forme di comunicazione finalizzate non a informare ma a manipolare il telespettatore.

    Complimenti per il Blog: veramente interessante.

    Benvenuta nel mondo dei Blogger :))

    Raffaella

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